Enocratia alla Wine Blogger Conference

Dal 14 al 16 Ottobre si svolgerà in Franciacorta la European Wine Blogger Conference, evento internazionale durante il quale si incontreranno non solo blogger ma anche giornalisti, professionisti del settore vinicolo e specialisti web, per discutere i punti di connessione tra cultura del vino e social media.

Tre giorni di conferenze che rappresenteranno un’ottima occasione per confrontarsi con produttori appassionati non solo di vigna ma anche di web e wine lover provenienti da diversi paesi.

Enocratia sarà presente ed avrà un ruolo attivo all’interno della manifestazione. Si occuperà di organizzare il servizio catering: due buffet in cornici d’eccezione, quali il magnifico museo di Santa Giulia (patrimonio Unesco) ed il stupendo palazzo della Loggia di Brescia.

Varranno supportate logisticamente anche tutte le degustazioni organizzate durante l’evento, che permetteranno di assaggiare

- I formaggi di Forme d’arte, San Giminiano

- I salumi iberici di Fine food & wine, Milano

- La pasta di Gragnanno del Pastificio dei Campi

- Il caffè di Caffè Trucillo

Aspettiamo tutti a Brescia e vi lasciamo un link per maggiori INFO.


Davide Mingiardi per IMIL

E’ previsto per il 1° Ottobre a Roma il primo Workshop Nazionale organizzato da IMIL, il gruppo LinkedIN dedicato al mercato del lavoro in Italia. La collaborazione con Enocratia continua, tanto che stavolta sarà Davide Mingiardi a prendere parte all’evento come relatore. Parlerà della propria esperienza di giovane imprenditore.

L’evento/incontro si terrà nei pressi di Roma, nel bellissimo Country Club La Tacita.

Il programma prevede

ore 15.00 benvenuto con coffee break e inizio discussione su temi del lavoro

ore 18.30 chiusura discussione e aperitivo nel parco

ore 20.30 cena con L’Accademia del Tagliolino

L’incontro sarà il primo di una serie, dedicato a tutti coloro che fanno parte del gruppo LinkedIN, e mira a trasferire nel mondo “reale” relazioni
finora solo virtuali.

Ecco il LINK per chi fosse interessato a far parte del gruppo in prima battuta sul web.


IMIL Bistrot


Il 21 Settembre con Gruppo IMIL

Il prossimo 21 Settembre Enocratia ospiterà il gruppo IMIL. Non sapete di cosa si tratti?

L’acronimo IMIL significa per esteso Il Mercato Italiano del Lavoro ed è il nome di un gruppo fondato da Marco Tinchelli e capitanato da Marcello Granatelli  (owner) all’interno della piattaforma LinkedIN. Nato ad aprile 2009, il gruppo è dedicato a tutti coloro che vogliono comprendere meglio le dinamiche del mondo del lavoro in Italia, attraverso discussioni ed approfondimenti. Inizialmente popolato da addetti del settore HR, ha nell’ultimo anno visto crescere la partecipazione di imprenditori, professionisti ed ovviamente aspiranti lavoratori, fino a raggiungere gli odierni 21.740 iscritti. Il motivo di tanto successo sono i temi trattati, che di questi tempi sono sicuramente di primo piano – pensiamo ad esempio ai temi come contratti di lavoro e politiche dei governanti in tema occupazione.

Perché però Enocratia? Parliamo con Marcello che ci spiega come Enocratia sia in realtà “la serata” di un importante momento che si terrà
in Università Cattolica (a due passi da Enocratia) proprio il 21. Il gruppo IMIL interverrà durante la Social Media Week milanese portando il proprio esempio di utilizzo della piattaforma, focalizzandosi proprio su LinkedIN.  Marcello è in contatto con l’ufficio comunicazione dello stesso Social Network (situato a San Francisco), che ha già chiesto feedback sull’incontro.

In seguito al momento in Cattolica i membri del gruppo si dirigeranno quindi in Enocratia, per conoscersi personalmente e fare PR. Questo incontro “reale” tra i membri del gruppo IMIL rappresenta solo l’inizio di un percorso che Marcello ha in mente per calare nella realtà fisica il gruppo finora solo virtuale. Il 1° Ottobre  si svolgerà in provincia di Roma il primo incontro ufficiale a livello nazionale.

L’owner, Marcello Granatelli, non si occupa di lavoro per mestiere (è consulente informatico focalizzato sui sistemi di pagamento bancari da oltre 30 anni) ma crede fortemente nelle relazioni, nel confronto, nella partecipazione attiva come modo di crescita comune.

Sarà un piacere ospitare questo gruppo in Enocratia.

Avete fondato un gruppo o un’associazione? Volete organizzare una serata conviviale? Contattateci.


Il CV di Eugenio

Chi di voi abbia visto e soprattutto assaggiato i piatti di Eugenio si sarà accorto della qualità e della bravura di questo giovane chef.

Se vi state domandando l’iter che ha seguito per poter raggiungere questi risultati, sappiate che Eugenio ha effettuato il proprio apprendistato in Liguria presso ristoranti stellati, per poi trasferirsi in Sicilia, dove ha incontrato lo chef Alberto Rizzo dell’Osteria dei Vespri di Palermo, che ha contribuito notevolmente alla sua crescita. Lo ha aiutato a prendere consapevolezza di cosa voglia dire fare le cose per bene, dell’importanza e del rispetto per la materia prima, gli ha insegnato a mettere il gusto prima di ogni altra cosa, rimanendo legato a lui anche da una profonda amicizia personale. Il motivo è comprensibile: lo ha educato ad una cultura più alta rispetto quello che possono essere semplicemente cucina o vini, insegnandogli l’arte dell’ospitalità e del far star bene gli ospiti seduti a tavola. Senza i suoi insegnamenti probabilmente non avrebbe avuto la spinta a vedere altre cose e a viaggiare.

Dopo un anno passato in Sicilia, trascorre l’anno e mezzo successivo in uno stellato tedesco, il Vau di Berlino con Kolja Kleeberg, dove entra in contatto con una realtà più complessa sia dal punto di vista numerico che organizzativo, passa da una dimensione familiare ad una dimensione di brigata vera e propria ed impara a focalizzarsi sulla perfezione di ogni singola preparazione.

Dopo la trasferta teutonica Eugenio torna ai Vespri ricoprendo il ruolo di Sous Chef e vi rimane per tre anni e mezzo. Si tratta della sua esperienza più lunga, dal momento che La Sicilia, con la propria cucina che si distingue per i sapori forti, gli permette di trovare la veridicità del gusto e lo fa innamorare di questa terra.

Non è solo la Sicilia a segnarlo però, visto che dopo si sposta in Toscana all’Arnolfo (un Relais Chateaux con due stelle Michelin), dove seguendo un fil rouge quasi involontario incontra un’interpretazione particolare della cucina toscana. Lo chef Gaetano Trovato, di origini siciliane ma formatosi in Francia, ha una delicatezza ed un’eleganza che sono state in grado di coniugare le due cucine per ottenere uno stile inarrivabile. Detto “l’architetto della cucina italiana” Trovato è infatti in grado di concepire ricette apparentemente semplici, ma dall’architettura complessa e da una filosofia personale molto forte.

Eugenio ha lavorato inoltre presso la Leggenda dei Frati con lo chef Filippo Saporito, esperienza che gli ha permesso di ritrovare un ambiente famigliare e un contatto forte con la natura – ricorda con piacere l’orto dove coltivavano ortaggi ed erbe aromatiche.

A Madonna di Campiglio, arriva come secondo chef dell’Alpen Suite Hotel, e lavora con lo chef Samuele Melani, un carissimo amico.

A San Cassiano Eugenio fa poi esperienza presso il Relais Chateaux Rosa Alpina, lavorando con lo chef Norbert Niederkofler  due stelle Michelin, presso il ristorante St. Hubertus. Viene colpito dalla dimensione e dall’organizzazione della brigata concepita in classico stile francese, diretta con il rigore germanico, e dal carisma di questo chef innamorato della montagna e degli elementi che la compongono.

Chiedo a Eugenio chi sia (se esiste) il suo modello e lui mi spiega che si ispira a tutti i grandi maestri che ha avuto durante il suo percorso professionale e umano. Tutti hanno formato in maniera eccelsa Eugenio che, arrivato alla decisione di prendersi la responsabilità di una cucina
propria, ha capito in maniera totalitaria cosa significhi impostare il lavoro, scegliere le persone e i fornitori, elaborare un menu proprio, farsi carico in poche parole di una bellissima responsabilità.

In tutto questo, vi starete chiedendo, dove Eugenio abbia incontrato Davide. Se non ve lo state domandando, beh… ve lo diciamo lo stesso!
Si sono conosciuto all’Arnolfo nel 2009 e da allora sono sempre rimasti in contatto. Insieme hanno organizzato un gemellaggio eno-gastronomico in Alsazia, dopodiché Eugenio è venuto a Milano in occasione di diversi eventi e da allora ha pensato che se avesse finalmente deciso di fare una cosa propria, avrebbe coinvolto Davide. Ciò che li ha uniti fin da subito è stato un buon feeling personale e professionale, che si è tramutato in una grande amicizia. Sono entrambi appassionati di vino e cibo a tal punto che, quando qualcuno chiede loro come facciano a lavorare un così grande numero di ore, rispondono: noi non lavoriamo ma ci divertiamo!

Perché quindi non divertirci tutti insieme in Enocratia? Vi aspettiamo!


La cucina di Eugenio

 Che cosa cucina il nuovo chef di Enocratia? Cosa dobbiamo aspettarci?

Influenzata da Liguria e Olanda ma non solo, la cucina di Eugenio presenta piatti sia di terra che di mare.

Della Liguria Eugenio ci racconta la chiusura: i liguri hanno un tipo di cucina molto radicata, molto tradizionale, a parte alcune piccole
realtà.

A lui invece piace molto sperimentare, mettendo al centro il gusto, che pone alla base della realizzazione dei propri piatti.
Non mira a stupire ad ogni costo il proprio cliente con tecniche particolari o astruse, sebbene le conosca (calcoliamo che il ragazzo ha 33 anni di cui 20 passati di cucina) non solo come chef, ma anche come estimatore, che prova ristoranti rinomati.

Sperimentazione dunque quella di Eugenio che si esprime attraverso gli abbinamenti ed il gusto. Le sue tecniche sono ormai acquisite:
utilizza cotture a bassa temperatura, ama sia roner che forno, non disdegna il sottovuoto. Tecniche diverse che come sapete danno risultati differenti (pensate ad esempio a quanto cambiano polpo e maiale se cotti a vapore o in immersione in acqua a temperatura costante).

Volete sapere dove ha imparato tutto ciò, dove ha lavorato in precedenza e tutte queste belle cose?

Aspettate il prossimo post! :-)


C’è una grande novità

Enocratia ha riaperto i battenti dopo le meritate ferie estive, con il solito spirito di iniziativa e la grande voglia di fare, tanto  che ci sono varie novità.

Una in particolare, quella più importante, era in realtà stata annunciata in precedenza, durante l’evento Milano Food Week? Ricordate?

Se la memoria è rimasta in vacanza nessun problema, eccoci qui per rinfrescare non solo cervelli ma anche e soprattutto palati, perché la new entry in casa Enocratia è lo chef Eugenio Boer!

Forse non tutti conoscono Eugenio. Iniziamo quindi parlando con lui e facendoci spiegare chi sia. Parleremo poi con Davide, per capire cosa cambierà in seguito a questo importante arrivo.

Chi è dunque Eugenio Boer?

Eugenio è nato a Rapallo, in Liguria ed ha origini mezze italiane e mezze olandesi.

Ha vissuto i primi 7 anni di vita in Olanda e l’adolescenza in Liguria, viaggiando sempre a fianco del padre, che ricopriva una carica importante in una società di Orsenigo. In seguito ha vissuto per un anno tra Varese e Cantù, in Brianza.

Il suo avvicinamento alla cucina è stato precoce, dal momento che la nonna si trasferì dal nostro paese all’Olanda portandosi dietro  tutte le cose di casa, tra cui la macchina per fare la pasta in casa. Essendo ligure aveva la consuetudine, una volta alla settimana, di preparare la pasta ripiena e con lei Eugenio ha iniziato a fare i ravioli – all’epoca aveva 3 o 4 anni.

I vari paesi in cui ha vissuto hanno lasciato tracce diverse nella cucina di Eugenio: la Lombardia vissuta da piccolo non lo ha segnato molto, mentre Liguria e Olanda rappresentano la sua cultura e se li porta dentro come un tesoro con cui giocare per creare commistioni e da far esplorare ai propri estimatori.

Nel prossimo post parleremo della cucina di Eugenio. Se siete curiosi di sapere altre cose su di lui… avanti con le domande ed i commenti! :-)

Se invece avrete ancora un poco di pazienza vi racconteremo la sua storia.


Rieccoci!

Salve a tutti!

Da ieri sera, 29 Agosto 2011, Enocratia è di nuovo aperta!

La famiglia si è “allargata” grazie all’arrivo di Eugenio, un caro amico ed un nome da tenere a mente, ne sentirete parlare molto! A breve vi racconteremo le novità per la nuova stagione, intanto vi aspettiamo, dalle 19 in poi tutte le sere (Domenica esclusa).

Saremo chiusi a pranzo per il momento, potremo così concentrare l’entusiasmo e la passione che ci muovono nelle vostre cene Enocratiche!

A presto!

Davide


Buone Vacanze!

 

*** Dal 29 Luglio siamo chiusi per ferie ***
Ci rivediamo il 29 Agosto, pronti a ripartire alla grande!

Ricaricatevi, divertitevi, ma soprattutto Bevete e Mangiate!!!

A presto!!!

Anna, Samuele e Davide… gli “Enocratici”


Oggi parliamo con Carolina (Luna) Gatti

Incontriamo in Enocratia Carolina Gatti (secondo Facebook Carolina Luna Gatti) dell’Azienda Agricola Gatti Lorenzo, che si trova a Ponte di Piave vicino a Treviso. Quando le chiediamo di spiegarci questo “Luna” aggiunto, ci dice che è il suo soprannome dall’età di 20 anni, per via della sua natura lunatica. Ed ora come va? Migliorata? La risata che si fa indica chiaramente che con gli anni la questione non si è spostata di un millimetro :-)

Davide propone in Enocratia il prosecco Gatti, non solo perchè è molto amico di Carolina, ma anche perché si tratta di un prodotto genuino, fatto come si deve. In che senso? Nel senso che durante la produzione c’è poca chimica, ovvero vengono usati solo solfiti (pochi), non si effettua il controllo della temperatura col freddo, non vengono usati enzimi o tannini, così come il vino non viene chiarificato o filtrato, ma si aspetta pazientemente che il tempo faccia il proprio corso.

Carolina collabora attivamente in tutte le fasi della produzione del vino, come gli altri 3 componenti della famiglia: papà, fratello e mamma. Quest’ultima segue la casa, gli amati animali da cortile (come oche, anatre e galline) e l’orto e partecipa soprattutto alla vendemmia.
I terreni di proprietà della famiglia, da cui derivano i vini Gatti, si estendono su 5 ettari allevati a Bellussi, cioè a raggi, il metodo tipico della zona (anche se sempre più dismesso) perché perfetto per il clima locale, per la buona riuscita di prosecco e Raboso.
Da quest’ultimo deriva tra l’altro il blog Rabosando, che vi invitiamo a visitare.

Ma perché si dovrebbe scegliere il prosecco col fondo Gatti piuttosto di un altro? Abbiamo in mente la serata con tanto di votazioni che si è svolta in Enocrazia e che ha visto uscire vincitrice questa cantina, ma per capire meglio, Carolina ci spiega che in effetti ha un sapore più difficile rispetto agli altri per via dei lieviti indigeni contenuti. Questi rappresentano una variabile che segna la qualità della singola bottiglia, dal momento che il vino viene rifermentato in bottiglia, per cui ognuna sarà diversa dalle altre.

C’è molta richiesta di questo prosecco in questo momento, fortunatamente, forse perché si è abituati ad un prosecco giovane, anche se Carolina preferisce lasciarlo riposare fino ad un anno in modo che possano emergere i profumi più complessi.

Quando le chiediamo quale sia la fase di produzione a cui le piace di più prendere parte, che trova interessante, lei ci risponde in realtà dicendo cosa teme di più, ovvero la vendemmia. Ogni anno viene considerata come “il mostro nero” perché si sa che con una fermentazione ci si gioca tutto il lavoro di un anno, non si deve sbagliare nessuna delle fasi di trasformazione dell’uva in vino, ma alle prese con travasi delicati e lieviti indigeni non è sempre facile prevedere come andrà. Il primo giorno c’è molta tensione, poi puntualmente si comincia a lavorare e va tutto bene. Si vendemmia con l’aiuto dei vicini di casa.
L’azienda agricola Gatti produce massimo 13.000 bottiglie – nel 2008 erano 800 mentre nel 2009 erano 2000. Si, l’attività di imbottigliamento è recente. Nata come vendita di vino in damigiane (tipica della zona), si è sviluppata da sola, partendo dal fatto che il padre produceva il col fondo per sé. Gli ammiratori gli hanno consigliato di “darsi alle bottiglie” e così è nato il tutto.

Da dove nasce l’etichetta? Dalla fantasia di famiglia. Si voleva riportarvi cognome, così in etichetta troviamo due gatti che si guardano. Per decidere e discutere di questi temi, solitamente si riuniscono a cena (ndr. belle le riunioni così eh!).

Con che piatti abbinare il prosecco Gatti? Da sempre relegato al momento dell’aperitivo, il prosecco si presta in realtà ad essere abbinato sia al pesce alla brace che a quello crudo o marinato, così come può star bene con la carne. Certo la sapidità si presta a “pulire la bocca” dopo cibi un filo grassi.

Carolina ci consiglia poi di provare a preparare un Mojito con il col fondo al posto del rhum… promette meraviglie!

Per finire Carolina ci lascia il proprio consiglio su come approcciare il vino in generale: assaggiate il più possibile, anche quando credete di aver trovato il vostro preferito, non fermatevi, perché ci sono tante altre possibilità.

Beh… potremmo prenderla come regola di vita in generale, che ne dite?


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