CaliciVivi – I vini bianchi

Riparte CaliciVivi dopo una settimana di pausa e, visto il successo della scorsa volta, abbiamo pensato di riproporvi l’esperimento di liveblogging…pronti??? Matteo Pessina è carico e noi partiamo! [al solito: ricordatevi di fare refresh della pagina]

[20:53] Matteo Pessina si dichiara bianchista: e voi?

[21:15] Si inizia con la degustazione Porta del Vento 2010 – Catarratto Sicilia IGT: come si fa a non trovare suggestivo un nome come Porta del Vento? Questo è vinificato in acciaio e fermentato spontaneamente. Ci lasciamo incuriosire da profumi di banana, fiori di mandorlo, fico d’india, ma poi in bocca acidità e sapidità ci stupiscono.

[21:16] Sorpresa sorpresa! Matteo Pessina versa anche l’ultimo dei 5 vini in degustazione: Colli Orientali del Friuli DOC Bianco “Clivi Galea” 1999…cosa succederà? Il colore ingannerebbe: sembra più giovane di quello del 2010 che abbiamo al lato opposto della gamma in degustazione.

[21:30] Seconda sorpresa della serata: fuori programma mettiamo a confronto con il Catarratto di Porta del Vento con quello 2008 di Nino Barraco. Un colore molto più dorato, profumi di frutto candito e formaggio, in bocca una maggiore avvolgenza e un sentore piccante dato dalla mineralità del terreno dove nasce.

[21:41] Il vino friulano si sta aprendo ora, dopo le prime sensazioni di riduzione. Il Clivi Galea proviene da vigne molto vecchie, in alcuni casi anche di 70 anni: ha una sua profondità di partenza, con cui può evolvere. Si tratta di un blend di uve di Tocai friulano e di Verduzzo. Vinificata spontaneamente e senza l’uso di legno.

[21:50] Matteo Pessina continua a scardinare gli schemi: quarto vino della scala di degustazione. Il Verdicchio Castelli di Jesi DOC “Villa Bucci” Riserva 2005. Un grande vino, realizzato con la consulenza di Giorgio Grai. Il vino affronta un tempo lungo di affinamento in botte grande, che lo rende capace di invecchiare nel tempo. Profumi verdi, quasi di selvatico. In bocca ha una sensazione molto soffice ma con aromi di mandorla, sale e balsamicità del legno. La persistenza è sottile ma durevole e…ragazzi…noi qui siamo tutti senza parole!

[22:07] Altro assaggio: la Nosiola Vigneti delle Dolomiti IGT “Fontanasanta” 2009 di Foradori. Anche questo è un vino che fa passaggio in anfora spagnola, con un passaggio in legno molto breve.

[22:25] Ultimo vino: Gewurztraminer Alto Adige DOC “Lunare” 2008 di Cantina Terlano. Aromaticità fortissima. La vinificazione è fatta in parte in acciaio e in parte in tonneau. L’approccio di può portare ai grandi Gewurz alsaziani. Di per sé è il vino più “tecnico” tra tutti quelli assaggiati, nonostante questo è profondamente espressivo, con sentori di albicocca.

[22:42] Torniamo naso e bocca sui Clivi Galea che nel frattempo si è aperto e ci ha dato un bell’esempio di cosa significhi vino “inarrivabile”…difficile da definire, però elegante, piacevole, con una sua morbidezza.

[23:00] Chiudiamo con due assaggi dei piatti che saranno prossimamente in carta: un finto raviolo di gambero rosso di Mazara, ripieno di cime di rapa, carpaccio di capasanta e bottarga con consommé di tonno e soia…

…e “seppia, cavolfiore, mandorle”, dove la seppia grigliata e le mandorle croccanti si fanno accompagnare dalla dolcezza del cavolo bianco e dal nero di seppia, in un piatto che cromaticamente ricorda molto yin e yang. Questa sera chef Eugenio ci ha salutati portandoci a fare un piccolo viaggio in oriente.

Alla prossima settimana, con un appuntamento tutto dedicato alle bollicine!

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