Oggi parliamo con Carolina (Luna) Gatti

Incontriamo in Enocratia Carolina Gatti (secondo Facebook Carolina Luna Gatti) dell’Azienda Agricola Gatti Lorenzo, che si trova a Ponte di Piave vicino a Treviso. Quando le chiediamo di spiegarci questo “Luna” aggiunto, ci dice che è il suo soprannome dall’età di 20 anni, per via della sua natura lunatica. Ed ora come va? Migliorata? La risata che si fa indica chiaramente che con gli anni la questione non si è spostata di un millimetro 🙂

Davide propone in Enocratia il prosecco Gatti, non solo perchè è molto amico di Carolina, ma anche perché si tratta di un prodotto genuino, fatto come si deve. In che senso? Nel senso che durante la produzione c’è poca chimica, ovvero vengono usati solo solfiti (pochi), non si effettua il controllo della temperatura col freddo, non vengono usati enzimi o tannini, così come il vino non viene chiarificato o filtrato, ma si aspetta pazientemente che il tempo faccia il proprio corso.

Carolina collabora attivamente in tutte le fasi della produzione del vino, come gli altri 3 componenti della famiglia: papà, fratello e mamma. Quest’ultima segue la casa, gli amati animali da cortile (come oche, anatre e galline) e l’orto e partecipa soprattutto alla vendemmia.
I terreni di proprietà della famiglia, da cui derivano i vini Gatti, si estendono su 5 ettari allevati a Bellussi, cioè a raggi, il metodo tipico della zona (anche se sempre più dismesso) perché perfetto per il clima locale, per la buona riuscita di prosecco e Raboso.
Da quest’ultimo deriva tra l’altro il blog Rabosando, che vi invitiamo a visitare.

Ma perché si dovrebbe scegliere il prosecco col fondo Gatti piuttosto di un altro? Abbiamo in mente la serata con tanto di votazioni che si è svolta in Enocrazia e che ha visto uscire vincitrice questa cantina, ma per capire meglio, Carolina ci spiega che in effetti ha un sapore più difficile rispetto agli altri per via dei lieviti indigeni contenuti. Questi rappresentano una variabile che segna la qualità della singola bottiglia, dal momento che il vino viene rifermentato in bottiglia, per cui ognuna sarà diversa dalle altre.

C’è molta richiesta di questo prosecco in questo momento, fortunatamente, forse perché si è abituati ad un prosecco giovane, anche se Carolina preferisce lasciarlo riposare fino ad un anno in modo che possano emergere i profumi più complessi.

Quando le chiediamo quale sia la fase di produzione a cui le piace di più prendere parte, che trova interessante, lei ci risponde in realtà dicendo cosa teme di più, ovvero la vendemmia. Ogni anno viene considerata come “il mostro nero” perché si sa che con una fermentazione ci si gioca tutto il lavoro di un anno, non si deve sbagliare nessuna delle fasi di trasformazione dell’uva in vino, ma alle prese con travasi delicati e lieviti indigeni non è sempre facile prevedere come andrà. Il primo giorno c’è molta tensione, poi puntualmente si comincia a lavorare e va tutto bene. Si vendemmia con l’aiuto dei vicini di casa.
L’azienda agricola Gatti produce massimo 13.000 bottiglie – nel 2008 erano 800 mentre nel 2009 erano 2000. Si, l’attività di imbottigliamento è recente. Nata come vendita di vino in damigiane (tipica della zona), si è sviluppata da sola, partendo dal fatto che il padre produceva il col fondo per sé. Gli ammiratori gli hanno consigliato di “darsi alle bottiglie” e così è nato il tutto.

Da dove nasce l’etichetta? Dalla fantasia di famiglia. Si voleva riportarvi cognome, così in etichetta troviamo due gatti che si guardano. Per decidere e discutere di questi temi, solitamente si riuniscono a cena (ndr. belle le riunioni così eh!).

Con che piatti abbinare il prosecco Gatti? Da sempre relegato al momento dell’aperitivo, il prosecco si presta in realtà ad essere abbinato sia al pesce alla brace che a quello crudo o marinato, così come può star bene con la carne. Certo la sapidità si presta a “pulire la bocca” dopo cibi un filo grassi.

Carolina ci consiglia poi di provare a preparare un Mojito con il col fondo al posto del rhum… promette meraviglie!

Per finire Carolina ci lascia il proprio consiglio su come approcciare il vino in generale: assaggiate il più possibile, anche quando credete di aver trovato il vostro preferito, non fermatevi, perché ci sono tante altre possibilità.

Beh… potremmo prenderla come regola di vita in generale, che ne dite?

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