Intervista ad Anna Vitolo

Dopo aver parlato con Davide, vi abbiamo promesso che avremmo cercato di rivelarvi i suoi scheletri nell’armadio parlando con Anna, la sua dolcissima fidanzata. Eccoci dunque oggi con lei, non solo per carpire informazioni enocratiche ma soprattutto per conoscerla meglio… anche perché è leggermente timida 🙂

Ciao Anna, ci racconti chi sei e cosa ci fai qui?
Ciao a tutti. Sono la fidanzata di Davide e sono titolare del ristorante insieme a lui. Mi occupo della sala, ma devo ammettere che sto ancora imparando: mentre Davide era già del mestiere e si è quindi inserito subito operativamente, io prima mi occupavo di bambini ed acqua…

Caspita, dall’acqua al vino! Un bel cambiamento! 🙂
Si 🙂 Ora sono ancora in fase di “training on the job”, cioè guardo e imparo. Una cosa comune ai due lavori però c’è: il contatto col pubblico.

Come dicevo, in effetti Anna sei un po’ timida. Come vivi questo rapporto col pubblico?
Devo ammettere che non è sempre semplice per me. Mi faccio forza e poi magari ho dei momenti, a casa, in cui mi sfogo. Essendo la titolare, poi, è ancora più importante dare un’immagine di sicurezza ed allegria. Sono i titolari a creare l’ambiente e lo stile di un locale secondo me. In effetti ormai siamo più al ristorante che non a casa. Siamo qui in media 10 ore al giorno ed a volte sembra di avere i clienti a casa propria.

Ti va di raccontarci come nasce l’idea del ristorante?
Inizialmente ho portato avanti io il progetto, non Davide, insieme ad altri soci. Ci siamo divisi, sono rimasta sola ed a quel punto è arrivato Davide. In precedenza il locale era stato impostato in maniera diversissima: una osteria con uno stile più celtico (gnomi compresi!). Per la definizione dell’immagine mi ero affidata ai soci di allora, dal momento che stavo appunto ancora imparando, ma in realtà non mi ritrovavo assolutamente in quello stile.

E poi che cosa è successo?
E’ successo appunto che con Davide abbiamo rivisto completamente il concept del locale, facendo di testa nostra. Nonostante molte persone ci dessero tanti consigli (anche in direzioni diverse) abbiamo preferito sbagliare ma essere in grado di motivare personalmente ogni scelta fatta, mettendoci proprio la faccia.

Una scelta coraggiosa! Quindi com’è ora Enocratia? Chi ha scelto l’arredamento, i colori?
Devo dire che davvero abbiamo scelto tutto insieme. Lavorare con il proprio compagno è stressante certo e non sempre si va d’accordo, ma quando è stata ora di definire l’immagine eravamo allineati.
L’idea di fondo è stata quella di creare un ambiente neutro – vedete infatti le pareti bianche – e di dare colore (e calore!) con cibo e vino, ma anche con la nostra presenza e con quella dei nostri ospiti. Un calore umano insomma.
Abbiamo scelto linee essenziali si, ma che non fossero però troppo di design – di quel design intendo che diventa scomodo. Volevamo creare un ambiente rilassante, capace di fermare il tempo, all’interno del quale, dopo il lavoro, potersi rilassare e sentire un poco a casa.

Alle pareti ci sono grandi quadri che rappresentano fiori…
Si, le nostre pareti ospitano mostre temporanee di pittura o fotografia. Lo facciamo per dare visibilità agli artisti che conosciamo personalmente.

Come li scegliete?
Li scegliamo sulla base della persona – che come sempre, appunto, cerchiamo di porre al centro.
Vorremo poter raccontare storie, quelle degli artisti. In questo caso i quadri che abbiamo sono stati dipinti da Normen, un artista senza fissa dimora, che ha scelto di vivere a contatto diretto con la natura per farsi ispirare. È di origine lettone ed in effetti speriamo che anche la nostra mostra possa aiutarlo.
In precedenza avevamo avuto una mostra fotografica, un reportage di viaggio dell’Associazione Stefania, una Onlus con cui collaboriamo da tempo, che si occupa dell’inserimento nel mondo del lavoro dei disabili. Si sono recati a Capo Verde per uno scambio culturale con un’associazione simile ed il risultato è stato un murales molto bello, che univa le due culture.
Ci piacerebbe organizzare una mostra ogni due mesi.

Parliamo invece di una novità importante: da Settembre arriverà un nuovo chef!
Si, Eugenio Boer! E’ giovane come tutti gli altri componenti dello staff, ma ha molta più esperienza, ha un Curriculum importante (ndr che comprende diversi ristoranti “stellati”). I progetti cambieranno quindi. Per noi si tratta di un grosso salto di qualità.

E dell’altro grande salto vogliamo parlare (sto guardando il pancione di Anna)? 🙂
Beh, a fine Giugno ci sarà in effetti un grande evento!

Ma di questo e degli scheletri nell’armadio di Davide direi di parlare la prossima volta!
Grazie mille ad Anna per la disponibilità e per il tempo che ci ha dedicato.

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